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Cultura del cibo

Arancino o arancina?

La risposta breve: hanno ragione tutti e due. Quella lunga è più interessante, e riguarda la forma, il ripieno e un pezzo di storia della lingua italiana.

Approfondimento25 settembre 20265 minuti di lettura

È una di quelle discussioni che in Sicilia possono rovinare una cena, e fuori dalla Sicilia lasciano perplessi. Basta ordinare al banco usando la parola sbagliata e qualcuno interviene a correggerti.

La cosa divertente è che nessuno dei due sta sbagliando. E la ragione per cui esistono due nomi è più solida di un semplice campanilismo.

La linea che taglia la Sicilia in due

La divisione è geografica e netta:

Sicilia orientaleSicilia occidentale
CittàCatania, MessinaPalermo
Come si diceArancino (maschile)Arancina (femminile)
Forma tipicaA conoTonda
Ripieno classicoRagù, piselli, mozzarellaAnche al burro, con prosciutto e formaggio

Entrambe le parole derivano da arancia, per via del colore e della forma dorata e tondeggiante del prodotto fritto. Il nome nasce da una somiglianza visiva, non da un ingrediente.

Cosa dice l'Accademia della Crusca

La questione è stata affrontata dall'Accademia della Crusca, la massima autorità sulla lingua italiana. La conclusione è che entrambe le forme sono corrette.

Il ragionamento, semplificato: arancina è la forma femminile storica, coerente con il nome del frutto, che in italiano è femminile. Arancino è una variante maschile affermatasi a livello locale, e ormai pienamente consolidata nell'uso.

In pratica: puoi ordinare come preferisci. Se ci tieni a essere coerente con la tradizione del posto, usa arancino se il riferimento è Catania o Messina, arancina se è Palermo. Se non sai, dì quello che ti viene: nessuno ti serve qualcosa di diverso.

Arancini siciliani dorati appena usciti dalla frittura
Il nome viene dal colore e dalla forma: dorata e tondeggiante come un'arancia.

Perché la forma non è un dettaglio

Qui si passa dalla linguistica alla tecnica, ed è la parte che di solito nessuno racconta.

Cono e sfera non hanno lo stesso rapporto tra superficie e volume. La forma a cono ha più superficie esterna a parità di ripieno: significa più panatura croccante per ogni morso, e un calore che raggiunge il centro più in fretta durante la frittura. La forma tonda ha meno superficie: più ripieno in proporzione, una frittura che deve essere più paziente perché il cuore arrivi in temperatura.

Non è che una sia migliore dell'altra. Sono due equilibri diversi tra crosta e ripieno, e a seconda di cosa metti dentro, uno dei due funziona meglio.

Da questo deriva anche una regola pratica: un arancino con un ripieno umido, come un ragù ben sugoso, regge meglio in una forma che scarica bene il calore. Un ripieno più asciutto e burroso sta bene nella sfera.

Il ripieno cambia con la geografia

La versione che quasi tutti conoscono è quella al ragù: carne, piselli, mozzarella, il riso condito che tiene insieme tutto. È lo standard della Sicilia orientale ed è diventato lo standard nazionale.

A Palermo è molto diffusa anche la versione al burro, con prosciutto e formaggio, dal sapore molto più delicato. Chi la assaggia aspettandosi il ragù resta spiazzato, un po' come succede con lo sfincione a chi si aspetta una pizza.

Poi esistono decine di varianti locali e moderne, dagli spinaci al pistacchio al nero di seppia. Sono legittime quanto le altre: la cucina siciliana non è mai stata un museo.

Il 13 dicembre

C'è un giorno dell'anno in cui in Sicilia si mangiano arancini ovunque, ed è il 13 dicembre, Santa Lucia.

La tradizione di quel giorno prevede di non consumare pane e pasta. Il riso diventa quindi il protagonista, e arancini e cuccìa, il dolce di grano bollito, sono i due piatti simbolo della ricorrenza. In quella data, davanti alle friggitorie di Palermo e Catania, si formano code che durano tutto il giorno.

Chiamali come vuoi, l'importante è che siano caldi

Li prepariamo qui a Sulmona, in Via dei Cappuccini 30/32. Puoi ordinarli al telefono e ritirarli, oppure fartili portare a casa: consegniamo fino a 8 km dalla pizzeria. Il menu online arriva a breve.

Domande frequenti

Allora qual è la forma giusta?

Tutte e due. L'Accademia della Crusca ha confermato la correttezza sia di arancino sia di arancina. Cambia l'area geografica di riferimento, non la correttezza.

Perché si chiamano così?

Per il colore e la forma: dorata e tondeggiante come un'arancia. Il nome nasce da una somiglianza visiva, non dagli ingredienti.

Quale ripieno è quello originale?

Il ragù con piselli e mozzarella è il più diffuso e quello che ha fatto conoscere il piatto fuori dall'isola. La versione al burro palermitana è altrettanto tradizionale, solo meno esportata.

Si possono riscaldare il giorno dopo?

In forno sì, a temperatura media e per il tempo necessario ad arrivare caldi al centro. Nel microonde la panatura si ammorbidisce e si perde la parte migliore.

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